Progetto

Una Chiesa in cantiere

La fede cristiana prende forma ed eloquenza nel flusso dell’elaborazione culturale che la tradizione porta con se.
Don Fabrizio Rigamonti, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali e dell’Ufficio per la Pastorale della Cultura

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Ci troviamo, in questi anni, in un momento davvero particolare per la nostra Chiesa di Bergamo: il nostro Vescovo Francesco ha convocato tutti i cristiani attorno ad un serio lavoro di revisione circa l’esperienza pastorale in atto nelle nostre comunità cristiane (Lettera circolare per l’anno pastorale 2016-2017 “Camminare insieme nella gioia del Vangelo”).

 

Questo progetto, promosso dagli Uffici per la Pastorale della Cultura, Beni Culturali e per la Pastorale delle Comunicazioni Sociali, nasce in riferimento alla volontà di aprire una profonda riflessione sul legame che, da sempre, unisce il Vangelo con la storia, ovvero la fede con la cultura, la Chiesa con il mondo. Un legame tanto più evidente oggi, a fronte delle profonde e rapide trasformazioni alle quali la modernità ha sottoposto le società tradizionali. In questi termini, la “questione culturale” diviene ora a tutti gli effetti il vero tema pastorale.

 

Il progetto che sta alla base dello strumento Colloquies è quindi un’intelligente ricognizione delle esperienze, delle modalità, dei luoghi e dei tempi, attraverso i quali, la nostra Chiesa di Bergamo, ogni giorno, onora con passione due compiti irrinunciabili: il discernimento del contesto storico nel quale viviamo, e la disponibilità generosa e vigilante a generare cultura, cioè significati a beneficio di tutti.

Studio e raccolta

Completato

Studio e raccolta (anno pastorale 2015 – 2016)

La prima fase di lavoro si è principalmente concentrata sul livello diocesano.

In maniera molto essenziale, essa ha comportato una chiamata a raccolta degli Enti che in Diocesi svolgono un servizio nell’ambito della cultura: dalla sua feconda tradizione, la nostra Diocesi eredita infatti un consistente numero di Enti che, quotidianamente e per diretto mandato del Vescovo, lavorano nell’ambito della cultura e della comunicazione. La corrispondenza a questo invito da parte dei diversi responsabili dei numerosi Enti diocesani, ha permesso la costituzione di una Consulta degli Enti culturali diocesani e ha disposto i termini istituzionali per aprire una condivisione tra le diverse realtà.

Questo lavoro comune ha permesso, in primo luogo – come è possibile vedere nella tabella qui di seguito riportata – la raccolta degli stessi Enti attorno a specifici ambiti di competenza: beni culturali, progettazione culturale, comunicazioni.

In secondo luogo, questa collaborazione ha permesso l’organizzazione del primo Convegno diocesano di pastorale della cultura “Il Vangelo, la Comunità, la Cultura”, celebrato il 24 ottobre 2015 presso il cinema Conca Verde.

Il lavoro avviato con gli Enti Culturali diocesani, lungi dal considerarsi concluso, vuole continuare con il preciso obiettivo di creare proficue collaborazioni tra i diversi Enti e tra gli Enti e il territorio, nell’ascolto delle esigenze provenienti dalla realtà diocesana.

 

Materiali del convegno:

Progetto pilota

Completato

Progetto pilota (anno pastorale 2016-2017)

La seconda fase del lavoro, muovendo sempre dalle indicazioni del Vescovo, ha cercato di fare un passo avanti nella direzione di un’effettiva conoscenza del territorio della nostra Diocesi con l’obiettivo principale rappresentato da un approccio pastorale e non da una mera acquisizione di dati statistici.

La conoscenza del territorio mira cioè a verificare la percezione che, nei nostri territori, sia a livello di vita comunitaria ordinaria che straordinaria (eventi, manifestazioni) è ad oggi presente una consistente ricchezza di cui forse poco si ha coscienza e che merita invece di essere conosciuta, condivisa e sostenuta.

La particolare e costante vicinanza alla vita delle persone infatti, caratteristica profonda del cattolicesimo bergamasco, pur tra molte difficoltà, sta infatti coraggiosamente e generosamente continuando a tracciare per gli uomini della nostra terra, sentieri di vita buona secondo il Vangelo.

In prima battuta l’Ufficio per la Pastorale della Cultura ha chiesto la collaborazione di un Vicariato, quello di Predore, per mettere concretamente a punto un metodo di lavoro, il meno dispersivo possibile.

Il primo passo è stato quello di chiedere al Consiglio presbiterale vicariale di indicare una figura di coordinatore vicariale. Oltre a rappresentare il legame dell’Ufficio con quel territorio, e viceversa, il compito principale del coordinatore è stato quello di rappresentare il punto di riferimento per ciascun referente parrocchiale e per il gruppo dei referenti nel suo insieme.

Il secondo passo è stato quello di chiedere una collaborazione a ciascun parroco per individuare, all’interno della sua comunità, una figura di referente parrocchiale, il quale ha svolto un compito di raccordo con i responsabili delle varie realtà che in parrocchia animano la cultura e la comunicazione.

 

Questa rete di figure laicali (coordinatore vicariale – referente parrocchiale – responsabili attività parrocchiali) è stata invitata a compilare un questionario riguardante le esperienze e le attività presenti nelle realtà ecclesiali del proprio territorio, con particolare attenzione anche alle collaborazioni in atto tra la Chiesa e le altre agenzie.

Consapevoli, come abbiamo detto, del carattere fondamentalmente culturale di ogni proposta pastorale promossa dai cristiani, per quanto concerne la scelta del taglio del questionario, essa ha focalizzato la sua attenzione su quelle esperienze pastorali, la cui vocazione culturale di incontro con i modi di pensare e di agire degli uomini, è maggiormente esplicita; in questi termini, il questionario ha preso struttura a partire dalle stesse specifiche aree – beni culturali, progettazione culturale, comunicazioni – che già avevano definito il criterio-guida per l’analisi del primo livello di lavoro, quello cioè propriamente diocesano.

La raccolta di dati, riassunta in forma conclusiva in una relazione finale capace di dare senso e contestualizzare gli elementi indicati, coincide con uno degli obiettivi principali di questo piccolo ma significativo lavoro: ovvero la creazione di una piccola rete di legami tra i diversi laici che operano nel medesimo ambito su uno stesso Vicariato.

Il secondo Convegno diocesano “La Pastorale della Cultura. Le Comunità nel dialogo quotidiano con il mondo di oggi”, celebrato il 22 ottobre 2016 presso il Centro Congressi, ha tentato da un lato di riprendere e dare risposta agli interrogativi che nascono intorno al rapporto tra fede e cultura e dall’altro di dare evidenza al lavoro di indagine conoscitiva predisposto con il Vicariato di Predore.

Estensione progetto

Prossimo step

Estensione progetto (anno pastorale 2017-2018)

Concluso il lavoro con il vicariato pilota ci si è disposti a incontrare e conoscere l’intero territorio ecclesiale (Parrocchie, Vicariati, Enti di vita consacrata, Associazioni e movimenti laicali), animati dal desiderio di leggere l’attuale consistenza antropologica del territorio e di far emergere la vitalità culturale che abita le nostre comunità cristiane.

Incontro Coordinatori Vicariali - 17 giugno 207

Nella foto: incontro Coordinatori Vicariali – 17 giugno 207

 

Il progetto ha visto la creazione di una rete di figure laicali a livello vicariale e parrocchiale e un lavoro di mappatura di tutte le realtà culturali, connesse all’ambito ecclesiale, esistenti sul territorio.

La rete vicariale (vicariato-parrocchia-gruppi parrocchiali) ha previsto, come stabilito nell’indagine pilota, che per ogni vicariato fossero individuati un coordinatore vicariale, in contatto con l’Ufficio di Pastorale della Cultura, i referenti parrocchiali, rappresentanti di tutte le realtà parrocchiali coinvolte nel progetto e i referenti parrocchiali delle realtà-attività della parrocchia indagata.

 

Attualmente in costruzione è il coinvolgimento degli Istituti religiosi e delle Associazioni laicali: l’indagine desidera conoscere le esperienze attraverso le quali ciascuna realtà è maggiormente attiva sul versante culturale.

L’iniziativa, di ampio respiro, vuole andare a sondare e riconoscere la grande ricchezza delle attività culturali che si svolgono abitualmente sul territorio della nostra Diocesi e di cui spesso, a livello centrale, si sa molto poco. In particolare, la rete di soggetti e di figure laicali creata vuole essere occasione di collaborazione tra centro e periferia e all’interno degli stessi territori diocesani, per promuovere l’elaborazione di percorsi e di attività condivise.

 

Lo strumento Colloquies, come presentato durante il terzo Convegno diocesano “Le nostre comunità e la cultura contemporanea”, vuole configurarsi come diretta espressione di questo percorso, strutturandosi come un contenitore di esperienze culturali. I soggetti coinvolti potranno qui condividere le loro esperienze, conoscersi e sentirsi partecipi di una rete, oltre che scoprire e riscoprire il significato di pastorale della cultura.

Vedi le esperienze