La Chiesa ha fatto scuola

Dal Monastero di Rosate
al Liceo P. Sarpi e ritorno.

Il Centro Culturale delle Grazie è un’associazione che, all’interno della comunità parrocchiale di Santa Maria Immacolata delle Grazie, promuove un dialogo fruttuoso tra fede e cultura, offrendo gli strumenti per approfondire i contenuti di fede con metodo teologico e coglierne le molteplici connessioni con la cultura e con ogni espressione artistica attraverso attività formative, culturali ed educative, conferenze, dibatti, mostre e giornate di studio.

 

L’attività del Centro Culturale si concentra in particolare intorno a cinque momenti forti del calendario liturgico della Parrocchia, tra cui la solennità del Santo Jesus delle Grazie, il 15 settembre. La Parrocchia e il Centro Culturale delle Grazie hanno organizzato ogni anno in questa occasione, a partire dal 2008, un incontro di approfondimento sugli aspetti storici, artistici e teologici legati all’icona del Santo Jesus, in collaborazione con altri enti ed associazioni del territorio.

 

Quest’anno sono stati i ragazzi del Liceo Classico Statale Paolo Sarpi a presentare dall’ 11 al 18 settembre una mostra per riscostruire le trasformazioni architettoniche e le vicende della dispersione degli arredi della quattrocentesca chiesa di Santa Maria in Rosate, trasformata nel corso dell’Ottocento nella palestra del Liceo.

 

La chiesa faceva parte del complesso delle Clarisse di Rosate, che appartenevano alla famiglia francescana e che avevano aderito agli ideali di riforma promossi da San Bernardino da Siena, il quale aveva fondato nel 1422 l’antica chiesa e il chiostro di Santa Maria delle Grazie in prossimità della cinta delle Muraine: fra le opere d’arte provenienti da Rosate che si trovano nell’attuale chiesa delle Grazie, spicca il prezioso altare ligneo di Caterina Caniana situato nella cappella del Santo Jesus e che attualmente racchiude l’icona del Santo Jesus, oltre al dipinto raffigurante la Vergine delle Rose con San Francesco e Santa Chiara di Giambettino Cignaroli (1752), collocato originariamente nell’altare della chiesa del monastero.

 

 

Una mostra che ha permesso di riscoprire i tesori contenuti in questi luoghi, trasformandoli in oggetto di attenta e profonda riflessione sia per i giovani liceali che vi hanno lavorato e sia per la stessa Comunità che si è interrogata sulla propria storia.

 

Ci è sembrata un’iniziativa incoraggiante perchè raggruppa non soltanto insegnanti ma anche giovani studenti di una scuola di livello come il Sarpi, che si appassionano allo studio delle proprie radici e della tradizione. Volevamo però che questo studio non si limitasse soltanto ad una scoperta del valore storico-artistico delle tradizioni: come dice il nostro vescovo, non si tratta di valorizzare delle scatole vuote anche se belle ma di far riscoprire i tesori, le perle contenute in queste scatole e di instaurare collaborazioni volte ad un impegno per dialogare e scoprire territori culturali comuni che permettano di sognare il futuro, anche della nostra città.
Mons. Valentino Ottolini, parroco di S. Maria Immacolata delle Grazie